Chiara e Giacomo

21 luglio 2012

Che emozione ieri… Mi pareva una prova generale! Da mesi si preparava il matrimonio della compagna di coro e amicissima di Valentina, e il grande giorno e’ arrivato. Per me c’e’ stato prima il piacevolissimo momento di andare a comprare l’abito della testimone della sposa, attivita’ rarissima quella di acquistare abiti con la mia parca e minimalista figliola, e poi il privilegio di far d’autista alla testimone e fidanzato fino al Duomo di Chieri.

Siamo arrivati ben per tempo e mentre io sedevo, apparentemente in disparte ma in realta’ in posizione privilegiata con vista sugli sposi, con il mio fedele Kindle (un po’ vergognosa di trovarmi in un luogo sacro cosi’ bello impegnata a leggere invece di visitare o meditare, ma bisogna aver pazienza: sembra che il mio innamoramento per il Kindle sara’ destinato a durare piu’ di altri!), mentre appunto io leggevo (e di Kay Scarpetta, in Duomo!), i giovani disponevano sui banchi i libretti verdi della liturgia scelta dagli sposi.

Credo che li abbia preparati la mamma della sposa, insieme agli eleganti conetti disposti a fior di loto che contenevano il riso per gli ospiti. Giacomo lo sposo era bellissimo – l’ho sempre visto scaciato e in quell’abito di frescolana, con i suoi capelli un po’ lunghi da paggio, aveva un’eleganza particolare – e molto emozionato, anche perche’ il suo testimone Marco (non il nostro Marco, puntualissimo e affidabile!) e’ arrivato dopo la sposa, che doveva averlo atteso fuori. Quando sono partite le note di Here comes the bride, ho cominciato a piangere. Era bellissima Chiara, cosi’ piccolina nonostante i tacchi, nell’abito morbido sotto il quale Bianca faceva le capriole di gioia. Ogni tanto la mamma appoggiava la mano sul pancino di sette mesi, ma non c’era verso: la piccola voleva danzare.

Me li guardavo quei ragazzi, con Bianca non facevano 88 anni in 5, tutti ventiduenni i “grandi” – appena compiuti, o quasi da compiere. Belli, seri e gioiosi (le letture che hanno scelto inneggiavano alla gioia), commossi e compresi. Lo so che sto ripetendo l’aggettivo, ma non posso farci nulla: era TUTTO bellissimo, semplice e curato, di una bellezza che aveva a che fare con la semplicita’ e la verita’.

Anche la preghiera dei fedeli, ogni versetto letto da un famigliare o da un amico: alla testimone, per esempio, e’ stata affidata la preghiera per i giovani e i fidanzati (e a proposito di fidanzati, c’erano perfino le ostie, oltre che il pranzo, per celiaci!) E le musiche cantate da Elisa, la compagna uscita dal coro di recente, insieme al marito corista e al piccolo Gabriele. (Che  bellezza vedere che si e’ tornati a fare i figli da giovani, c’e’ speranza che in futuro i genitori dei liceali saranno un po’ meno agee [con l’accento acuto sulla prima E, ma il mio computer UK non me lo scrive] – e meno ossessivamente concentrati sui pargoli…)

All’uscita dalla chiesa, oltre ai conetti di riso (con i nomi e le cifre degli sposi stampati in oro) della mamma, c’erano le wedding bubbles della zia tedesca, fialette per tutti gli ospiti con un cuoricino da cui fare uscire le meraviglie impalpabili, che i piccoli cercavano di afferrare.

La zia ha anche procurato ampio e teutonico materiale di gioco e festeggiamento per il lunghissimo pranzo, durante il quale sono apparsi i confetti rossi destinati a celebrare la recente laurea che il papa’ ha dedicato alla sua Bianca, sprone a concludere la prima porzione di studi per partire al piu’ presto verso nuove avventure.

Insomma io sono pronta: per lauree, acquisti di vestiti eleganti, matrimoni, festeggiamenti… ormai le prove le ho fatte!

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