Tanti cari auguri himalayani!

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O Tannenbaum

Questa mattina, come tutti gli otto di dicembre, abbiamo fatto l’albero e il presepe. Il presepe è sempre più contaminato (nel senso migliore del termine), e ora oltre al(la?) sari che fa da fondale, alla ragazzetta Thun in meditazione e alla stella cometa di legno in colore contrastante, si sono aggiunte anche le renne di panno rosso accanto alle pecorelle. L’albero è… barocco, as ever. Ma quest’anno la mi’ figliola ha detto che le è venuta voglia di tentare di farne uno più “programmato”, curando l’abbinamento di colori (max 2) e le decorazioni. Ho suggerito di provare uno dei prossimi Natali, prima che scada il contratto d’affitto della casa con bovindo (3 anni ancora). La mia proposta l’ha allibita: “Non sono pronta! Pensavo piuttosto a quando i miei figli saranno grandi e se ne andranno di casa…”

Tenendo conto che ci vorranno probabilmente altri 5 lustri prima che ciò accada, direi che la mi’ figliola programma per tempo.

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Domattina approfittando del ponte della scuola piemontese andrò a Pisa, al bel master in traduzione di testi postcoloniali. Lavoreremo su Derek Walcott; il titolo del modulo da 12 ore (venerdì dalle 2 alle 8 p.m., sabato dalle 8 a.m alle 2 – 12 ore di lezione in 24 ore) è Riders to the Sea at Dauphin, insomma una cavalcata tra Synge e Walcott e ritorno, Torino-Pisa e ritorno.

Questa la foto ricordo del nostro incontro. Lui non sembra cambiato molto in dieci anni, io…

Calendario dell’Avvento

Il calendario dell'Avvento in Piazza Castello a Torino

 

Ho ricevuto il mio primo calendario dell’Avvento nei primi anni ’80: era un biglietto d’auguri con 24 finestrine comprato nella libreria americana di Roma, che in Italia non si usavano ancora. Per qualche anno ce li siamo regalati spesso con la mia amica del cuore. Poi sono nati i bambini e sono cresciuti quel che bastava perché si cominciasse a regalarli a loro.

Negli anni mi sono sbizzarrita a inventarli per mia figlia: quelli golosi, quelli con le sorprese, quelli semplici, l’anno in cui ne avevamo uno in ogni stanza… Lei si è fatta grande, ma la tradizione natalizia non si tocca! Quest’anno ho scelto un calendario tridimensionale e minimalista e ieri sera ho cercato di restare sveglia finché non è andata a letto lei, per sistemarlo dove l’avrebbe trovato all’alba.

Credevo di avergliela fatta, ma invece me l’ha fatta lei!

 

Al risveglio ho trovato il primo calendario dell’Avvento costruito appositamente per me: un bigliettino per ogni giorno.

Che cosa ci sarà mai scritto in quei bigliettini? Il racconto di 24 ricordi di momenti felici passati insieme noi due (nell’arco dei 7768 giorni da che ci conosciamo!)

Ho bisogno di dire altro?!?!?!?!?!?