The Questions Jar

Attività per insegnanti sorpresi dalla piena del fiume che scorre in città, ma non troppo vicino alla loro abitazione.

          OCCORRENTE:

  •           una giornata di pioggia
  •           un barattolo per ogni classe, meglio se di formato diverso così non ci si confonde
  •           le domande che fareste durante l’interrogazione
  •           fogli di carta, eventualmente di colore diverso per distinguere gli argomenti o le unità
  •           un computer e stampante o, nel caso per il maltempo sia saltata anche l’elettricità, un foglio di carta e una penna
  •           un taglierino o una ghigliottina o un paio di forbici
REALIZZAZIONE:
Si preparano le domande sul foglio (nel mio caso A4), esempio

 ———————————————————————————————————————————————————————————-

What are the general characteristics of Realism? Why can it be considered a reaction against the triumphant Victorian ideology? What is the most rigorous form of Realism? Speak about it with reference to the Interdisciplianry card on page 230-31. (per la quinta)

 ———————————————————————————————————————————————————————————-

Speak about your daily routine. How is your daily routine different during the holidays? (per le prime)

———————————————————————————————————————————————————————————-

Dopo aver stampato il foglio delle domande per ogni classe, si tagliano le striscioline e le si arrotolano. Se si è super-ordinati le si può fermare con un elastichino. In genere io comincio con gli elastici, ma non dura a lungo. Quindi si ripongono nel barattolo della classe in questione.

I fogliettini più lunghi (per quelli l’elastico è utile, altrimenti rischiano di incepparsi nel barattolo) sono brani da commentare.

USO: Al momento dell’interrogazione, il candidato pesca la/e domanda/e e risponde.

Ora vado a gonfiare il canotto.

Annunci

Procrastinator vs Prioritizer

Quest’oggi la mia amica del cuore (e uno non diventa mica amica del cuore per caso, no?) ha stravolto la mia concezione di me stessa, o meglio di una parte di me stessa che io chiamo Procrastinator. Quell’angelo (che si è materializzata stamattina con una serie di zucche bellissime per decorare il mio bovindo/serra) mi ha detto che, dopo immagino lunga riflessione, qualche ventina di anni almeno, ha deciso che io non sono affatto una procrastinatrice, bensì una che ha delle ferree priorità e che fa un sacco di cose, per cui qualche cosa finisce in fondo alla lista, o diciamo nella parte inferiore della lista, e subisce un rallentamento.

Mi è parsa una gestalt meravigliosa (per Tutti i Santi!) e l’ho prontamente adottata.

E poi, con grande soddisfazione, ho spedito perfettamente in tempo la revisione assegnatami e ho inserito sul registro elettronico (dopo averli debitamente corretti, ovviamente, anche se non sarebbe male poter dare i voti al buio, che dite colleghi?) la valutazione del nono e ultimo pacco di compiti (che mi portavo avanti e indietro nello zaino da qualche giorno in più di quel che avrei desiderato — che poi, detto fra noi, non ho proprio mai desiderio di portare avanti e indietro i compiti, e ancor meno di correggerli, ma sembra che sia proprio parte integrante del mestiere…)

Che faccio, stasera festeggio ubriacandomi di panaché oppure stilo una bella lista delle prossime piorità?

Con affetto vostra

Prioritizer