Oggi si sposa mia moglie

I figli non li si cresce mai da soli, neanche quando a crescerli è un genitore single: c’è l’altro genitore, ci sono i nonni, ci sono gli zii di sangue o di cuore, ci sono le maestre, ci sono gli insegnanti, ci sono gli amici… E ci sono le tate. Non parlo di quelle con la crestina e il grembiule, non parlo di Mary Poppins, né di quelle che si vedono nelle trasmissioni televisive rispondere agli S.O.S. Nello specifico parlo di quelle ragazze che vengono dall’est e dal sud (quando ero piccola io erano l’est e il sud d’Italia, ora sono l’est e il sud d’Europa e del mondo) e che si prendono in carico la nostra casa e i nostri figli come se fossero loro.

Dopo una teoria di studentesse au pair e nostrane, dalle più pazze alle più meravigliose, dodici anni fa è arrivata lei: Lenuta (si legge Lenuzza), per noi Elena. La famiglia di conoscenti da cui lavorava si trasferiva in Francia, senza documenti lei non poteva seguirli. E fu la nostra fortuna. Insieme abbiamo lottato per la legalizzazione e per la casa, insieme abbiamo cresciuto una bimba bionda dagli occhi azzurri che lei ha tanto amato da pregare il cielo che gliene desse una uguale.

E il cielo l’ha ascoltata. Oggi – con il fratellino sotto il mazzo di fiori – è convolata a nozze religiose (quelle civili erano state in Romania anni fa) nella bella chiesa ortodossa romena di via Accademia Albertina.

Sotto lo sguardo delle icone (bella anche la stratificazione degli affreschi a memoria di quando la chiesa era cattolica), con un rito dal fascino antico, Elena è diventata (ancora una volta) la moglie di Michele.

Per tanti anni, tornando a casa la sera dopo il doppio (scuola e Grinzane), a volte triplo (+ università) o  quadruplo (+ traduzione) lavoro, trovavo la casa pulita e ordinata, la figlia saziata, accudita, seguita nei compiti e nei giochi come io non avrei saputo fare meglio, e pensavo che quello che ci vuole veramente nella vita è una moglie. E io ce l’avevo! Anzi: ce l’ho!

Annunci

che profumo!

 


14022011289

Originally uploaded by rbernascone

In Umbria ho visto un albero in fiore.

Tornata a casa ho sentito un profumo squisito arrivare dalla sala:

era lui! è fiorito!

Cliccando sul numero in didascalia lo si vede in quasi tutta la sua bellezza.

E a proposito di bellezza: quell’insettone che gli fa compagnia è opera del progetto FUMNE

della casa circondariale (leggi prigione) di Torino.

Qui un articolo, e qui l’evento che ci sarà domani, a proposito di FUMNE

e di profumi.

un normalissimo martedì di febbraio

Un’affezionata lettrice di Holynow di recente lamentava il fatto che sul blog non parlo più della mia vita, così ho deciso di correre ai ripari.

Sono a scuola, in vicepresidenza, il mio Preside parte per Roma per un paio di giorni — è appena uscito il suo ultimo libro, siamo quasi al 10 febbraio e tempo di ricordare le foibe, insomma è “ricercato” in questi giorni — non senza prima aver affidato i compiti ai suoi simpatici e solerti collaboratori.

No, non sto c***eggiando invece di eseguire i compiti. Oggi avrei la giornata libera da scuola, perché ho partecipato al corso di aggiornamento sulla valutazione e meritocrazia al D’Azeglio; però sono uscita prima della discussione finale perché è pomeriggio di riprese per i miei allievi della terzaccì (pienneì) che fanno parte del progetto Video Maker School organizzato da Donne & futuro e io devo fare assistenza, ovvero chiudere il laboratorio quando hanno finito le riprese di oggi, perché i tecnici smontano alle 14.00

Parlando di compiti, sul tavolo della vicepreside sono squadernate le verifiche della prima I e D, ho ancora la composition da correggere, gli altri esercizi li ho “valutati” mentre ascoltavo il corso/convegno/seminario. Un vero multitasking: una parte del cervello correggeva e valutava, una ascoltava e una si interrogava sulla valutazione che stava eseguendo alla luce di quello che stava sentendo.

Nel frattempo nell’aula magna era arrivata la mia amica del cuore che insegna al D’Azeglio, con un regalo, anzi 2, o 4: mi ha regalato il corso sul viaggio di Dante che comincia stasera al Circolo dei Lettori, un Inferno nuovo di zecca, perché ero uscita senza, un meraviglioso taccuino in pelle arancione per gli appunti e una penna di gel nero che scrive veloce… e abbiamo pure trovato il tempo di un caffè prima di riprendere il multitasking.

Quest’oggi comincio anche un altro corso a cui tengo molto, sull’Agni Yoga, quindi il programma è il seguente: ore 15.30 fine riprese, chiusura laboratorio, tram numero 13 verso l’asilo di Martina. Ritram numero 13, fermata alla Bombonera per l’acquisto delle meringhe (senza panna) del martedì di cui io e Marti siamo ghiotte (che non hanno né il grano né il latte quindi a scelta le condividiamo o ce le strappiamo dal sacchetto…), tè dalla zia Susi, poi porto Marti a coro, vado al corso Agni yoga (18.30-20.30) e poi da Dante (21.00-22.30); infine, come diceva la mia bimba nelle cronache di prima elementare: “… e poi sono andata a nanna”.

Recentemente ho trovato un nuovo ritmo. Prima cercavo di svegliarmi alle 5 per tradurre, ma non funzionava molto bene perché un po’ che poltrivo, un po’ di minimeditazione, un po’ di colazione, insomma si faceva tardi per lavorare davvero. Ho scoperto che se mi sveglio alle 4.30 in un’ora riesco a poltrire, minimeditare e mangiare. Poi ho un’ora e mezza per tradurre o correggere e mi resta mezz’ora per farmi bella prima della scuola ( si fa per dire… bella lo sono già prima 🙂  ). Insomma per adesso sta funzionando, devo vedere domattina dopo Dante.

Questo post è cominciato con l’iPhone 4, eh sì perché ieri mi è arrivato in dono dal mio operatore (sono una fedele cliente 3 dal 2001). Non l’ho ancora acceso perché ho paura che poi ci passerò le ore a capire come funziona e sperimentarlo; mio nipote Francesco mi ha promesso del tutoring… Quindi ieri ero tutta allegrotta per questo bel dono che mi ha fatto l’Universo. Oggi arrivata a scuola dopo il multitasking ho trovato un’altra sorpresa (o quasi) dell’Universo: il Ministero del tesoro si è accorto di aver sbagliato i conti negli ultimi 15 o 25 anni che lavoro per lui, e di avermi dato circa 4.500 euro in più di quelli che mi spettavano (sui quali io ho pagato le tasse, ministro!) Così adesso me li toglie in 10 mesi. Sono rimasta senza fiato a pensare a 10 mesi con lo stipendio tagliato di quel po’ po’ lì. Letteralmente senza fiato.

E poi mi sono detta: equanimità, equanimità, equanimità…  guarda il debito (ovvero l’errore del Ministero) con lo stesso sorriso con cui hai guardato l’iPhone ieri e confida…

Il fiato non si è proprio stabilizzato ancora e la concentrazione è ancora ballerina, per questo invece di finire di correggere i compiti mi sono messa a scrivere il post. Se non altro avrò accontentato la mia amata lettrice!!!