Just say no

Enormous changes at the last minute?

All’ultimo momento, ma ancora in tempo utile, ho scoperto nella mia universita’ ben 4 posti (gli ultimi a tempo indeterminato) da ricercatore nella mia disciplina. Si trattava di rifotocopiare in quadruplice copia le pubblicazioni presentate all’ultimo concorso, aggiornare gli ultimi mesi del cv, compilare quattro domande, imbustare e consegnare entro domattina. (Quest’oggi 3 ore di coda all’ufficio concorsi della mia citta’… gli ultimi posti a tempo indeterminato nelle varie facolta’ per l’appunto).

E’ stata una lotta strenua. C’era, e’ vero, l’opzione di iscriversi e poi decidere se farlo o no, ma per me mettere l’energia necessaria alla fotocopiatura, compilazione e consegna era comunque DECIDERE DI FARE il concorso. Cosi’ mi sono guardata dentro a lungo e ogni tanto mi sono anche salite le lacrime agli occhi. Mi sono chiesta perche’ mi veniva da piangere (per la fretta? la pressione?) Ho deciso che erano lacrime per quella me che non c’e’ piu’, quella che voleva tanto quel posto li’.

Ma se lei se n’e’ andata (chissa’ dove? e se n’e’ poi andata del tutto o e’ quella che piange?), ce n’e’ un’altra di RB, ed e’ quella che vuole fare il mestiere che sta facendo. Anche se e’ spesso difficile e faticoso e meno socialmente riconosciuto. E’ quella che vuole entrare a scuola ogni mattina con 700 ragazzi, gli stessi 700 per tutto l’anno e per tanti anni, indignarsi per le mutande in vista, per la plastica nel riciclo carta, per la maleducazione, rallegrarsi per i loro successi, le conquiste, quella che vuole incontrarli nei corridoi all’intervallo, vedere gli umori sui loro visi, vedere gli amori, i dolori, gli scazzi, le delusioni, le gioie, vederli crescere e poi andarsene e poi incontrarli ogni tanto sul tram e parlare dell’universita’ e della vita e dell’andare ad abitare da soli.

Si’, perche’ se mi iscrivo al concorso c’e’ il caso che lo perda (se non altro questi nuovi non implicano il calvario dei 2 scritti), ma c’e’ anche il caso – remoto fin che vuoi – che lo vinca. E se lo vinco devo cambiare lavoro (anche se e’ un lavoro che conosco bene  e che ho fatto per tanti anni e non ho mai smesso del tutto di farlo). Mi spaventa cambiare lavoro alla mia eta’, oppure mi sono innamorata del lavoro che faccio?

Non lo so, ma ho detto no.

Ho detto: sono RB, un’insegnante di liceo.

P.S.: e di già che ci sono: Sono RB, counselor, specializzata in artcounseling.