Più di mille diplomi!

Ho ritrovato su Facebook ex allievi di un’era fa, quando insegnavo fuori Torino: mentre io li pensavo sempre diciannovenni intanto hanno più di trent’anni! Uno di loro oggi mi ha scritto un messaggio che per me vale più di mille diplomi:

Magari prof…ricordo ancora con piacere la cena che lei ci ha offerto a casa sua l’anno della maturità, mi sembra che si chiamasse chili.. riso con fagioli piccante …Buonissimo!!!
Sicuramente il gesto più bello che abbiamo ricevuto da un insegnante, lei sembrava una di noi, e poi quel poco che ho imparato in inglese lo devo a lei, sa ho viaggiato molto in questi anni e mi creda che me la sono cavata benissimo ero sempre l’unico della compagnia in ferie a districarsi con la lingua, questo mi ha fatto conoscere e rimorchiare, diciamola tutta, splendide ragazze…
La saluto mi stia bene e un giorno mi auguro di poterla nuovamente incontrare buonasera Prof!!

L’ho sempre pensato che le cose si imparano per amore, e caricare splendide ragazze mi sembra una grande motivazione!

I miei allievi sono così, li adoro! Ma adesso che sono più matura adoro anche i secchioni, e gli eterni scontenti e i perfezionisti… mi ha sentito Giovanni???

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Departures

Sono appena tornata da una domenica pomeriggio al cinema con un’amica, benedicendo il mistero della distribuzione cinematografica che in Italia ha mandato in sala Departures proprio questa settimana, a un anno dall’Oscar e due dalla produzione.

Ieri un’altra amica mi ha mandato questa recensione/sms: “Pianto tanto quasi di felicità.” Ho pensato che in una settimana in cui avevamo salutato la partenza di nostri cari, era il film giusto per noi. E così è stato. Ma credo che sia il film giusto per tutti.

Commovente è dire poco. E una delle cose che più mi ha commosso, oltre agli interni così affollati e poco zen (a dispetto dell’immagine qui accanto), oltre ai cactus sparsi sui tavoli, oltre all’argomento e all’amorevolezza con cui è trattato, ci sono quei buchini sul pavimento di legno che segnano le ore di pratica del piccolo violoncellista.

E i sassi. Narra la leggenda del film che, prima dell’avvento della scrittura, le persone si scambiavano sassi e dalla forma e dalla resistenza al tatto (e dal peso e dal colore) comprendevano il messaggio che il sasso portava con sé. E’ una tradizione della mia famiglia regalarsi sassi, portare sassi dai viaggi. E nel mio ultimo viaggio in India ho provato a mandare sassi “telepatici”, stringendoli in mano e facendoli miei per un attimo, e poi posandoli di nuovo, magari un poco più in là, magari nella città vicina. Perché c’è un viaggio in cui anche un sassolino è troppo pesante.

Per Jessica

Oggi abbiamo accompagnato la mamma di Jessica al Tempio Crematorio. Non voleva cerimonie, e il solo tributo verbale (perché i cuori di tutti le parlavano in silenzio) è venuto da Matteo, il suo unico nipote in mezzo a  biondissime nipotine, che ha letto quanto aveva scritto su quella nonna speciale, amatissima e “un po’ sciocca”, mentre tutti noi ci scioglievamo in lacrime.

Eleonora l’ho conosciuta poco – di più l’unica sorella rimasta (in 3 se ne sono andate in sei mesi!), Magda, grande traduttrice dal tedesco e pioniera della didattica della traduzione letteraria – ma come lei mi sono vestita di rosso alle mie nozze. Come lei avrei voluto portare una lunga e grossa treccia dolce e prepotente, e di lei invidio quell’occhio da fotografo/pittore.

Dentro il cuore tengo Jessica e Matteo, e Simone che loro amano e io quasi non conosco. E poi certo Carolina, Corinna e Gregorio. Ma MAI, MAI, E POI MAI scorderò l’immenso abbraccio con cui Jessica mi ha accolto oggi, davanti al Tempio.

Grazie, sorellina della mia sorella!