Vai, magico Clint!

INVICTUS
William Ernest Henley

(Humanist)

Out of the night that covers me,
Black as the Pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate;
I am the captain of my soul.

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Non ho ancora esaurito le cadute

Questa mattina mia figlia e io ci siamo alzate alle 4.15 per vedere il libero di pattinaggio artistico femminile. Tifavamo per Carolina Kostner ovviamente, per campanilismo, sperando in un possibile bronzo, ma volevamo soprattutto vedere le cose meravigliose che le pattinatrici asiatiche ci regalano, la medaglia d’oro KIM Yu-Na e la giapponese ASADA Mao che già a 14 anni faceva il triplo axel, unica donna al mondo a proporlo in gara.

Il nostro cuore stava con Joannie ROCHETTE, che alla vigilia (letteralmente) del programma corto ha perso la mamma per infarto. E’ rimasta a fare il suo dovere, quello per cui si è preparata a vita, anche per il pubblico di casa, e credo abbia vinto una delle gare più difficili che tutti ci troviamo ad affrontare su questa terra: opporre bellezza e volontà al dolore straziante della perdita. Joannie ha vinto la sua gara e ha portato a casa (lei che a casa c’era già) il bronzo. Carolina ha fatto una gara disastrosa: 3 cadute e varie imprecisioni. Ma…

Ma, come ha detto nell’intervista, con la faccia segnata dalla sofferenza e dal disappunto, non ha ceduto come era successo a Los Angeles, ha fatto nel finale i due salti migliori, sa che il potenziale è dentro di lei e attende di uscire. E mi ha regalato un’espressione straordinaria, che voglio ricordare tutte le volte che mi arrovellerò su un errore fatto: “Si vede che non ho ancora esaurito le cadute.”

Da 0 a 100 in meno di 24 ore

Ieri sera sono tornata da una cena piacevolissima e molto intensa (di cui racconterò in futuro) e non sono riuscita ad andare a letto prima di mettere in rete il mio nuovo libro di cucina. Di recente un’amica mi ha chiesto perché non scrivessi un’autobiografia; ma credo che sia quello che faccio in continuazione. La misura del blog è perfetta per me: frammentaria, potenzialmente autoreferenziale, immediata eppure subito e – all’apparenza eternamente – archiviata… Quindi ho spento la luce alle due e mezza. A sedici ore e mezza di distanza il blog registra un centinaio di visite: grazie amici!

One Young World

Sarà che finalmente ieri pomeriggio sono riuscita ad andare a vedere Avatar, il mio primo vero film in 3D, sarà che al ritorno dal cinema – stremata da una settimana in cui è definitivamente passata la riforma della scuola superiore e io l’ho personalmente comunicata a un centinaio di famiglie in 4 giorni, di cui 50 solo ieri – mi sono addormentata prima delle otto e ho dormito (un record!) 11 ore filate, sarà che questa notte c’era il novilunio in Aquarius, il segno dei gruppi (e com’è che tra le immagini di Avatar online non ne trovo neanche una della bellissima rete umana – well, Na’viana – che si vede nel film?), sarà che mi sono addormentata pensando a tutto ciò e mi sono svegliata con la neve e la lacrimuccia facile. Sarà quel che sarà, ma quando mi sono seduta davanti a BBC news con il mio panino al salmone e calice di Bonarda per pranzo, sono rimasta rapita dal servizio su One Young World.

Un migliaio di delegati dai 192 paesi del mondo, età massima 25 anni (ma un delegato di Hong Kong, China a 16 anni dava all’intervistatore il proprio biglietto da visita e non era neppure il più giovane), sotto l’occhio ammirato di Kofi Annan (così bello che potrebbero scritturarlo per un biopict su Denzel Washington); Desmond Tutu (che non ricorda di aver mai avuto 25 anni), Bob Geldolf et al. a parlare di ambiente, media (devono essere accurati, ideologicamente neutri e assicurare il balance of power), povertà, le religioni del mondo (sono gli uomini ad essere criminali, non le religioni, dice un delegato afghano in elegantissimo completo color tabacco parlando del fratello 34enne morto in un attacco suicida), come infondere l’etica nel business… Commovente il delegato di Haiti, James Alchime, salvo grazie a una telefonata del padre: per prendere meglio la linea è uscito di casa un attimo prima che il terremoto la facesse crollare.

Tutu dice che questi giovani, tra cui due italiani, dream dreams, sognano i sogni. Ma a differenza di Avatar, sono in carne e ossa e si preparano a metterli in pratica per quanto sarà in loro potere. Nel frattempo si formano alle responsabilità future. Da quel piccolo orticello che è la mia cattedra di inglese in un liceo scientifico di Torino, ascoltavo questi ragazzi parlare un impeccabile inglese con gli accenti più vari, e ho pensato che farò tutto il possibile per fornire ai “miei” ragazzi almeno gli strumenti necessari per dialogare con chi, come loro, vuole portare una differenza nel mondo che ha ereditato. D’altronde One Young World mi ricorda che “small actions have a big impact“, le piccole azioni hanno un grande impatto.

Azzurro

dal New Yorker del 15 & 22 febbraio 2010

E’ successo di nuovo quel che un tempo (beata gioventù) mi accadeva assai più spesso: che qualcuno interpretasse il mio generico “” alla vita come un invito personale rivolto espressamente a lui. Ma perché sia chiaro per tutti, il mio Principe Azzurro è questo qui.

Firmato La zia cinpripessa

Il principe "Azzurro"

La settimana delle petizioni

No cari amici, non è la settimana delle petizioni, è che ci sono alcune categorie a rischio (tipo i traduttori e gli animali 😉 ) a cui mi sento particolarmente vicina.

Vi invito a firmare la petizione di cui riporto qui il testo:

DICIAMO NO A CACCIA SELVAGGIA!

Signor Presidente del Consiglio,

giovedì 28 gennaio 2010 il Senato della Repubblica ha approvato un ingannevole articolo della legge Comunitaria (il n. 38) che, tra le altre cose, cancella i limiti della stagione di caccia attualmente previsti dalla legge (1° settembre – 31 gennaio).
Se nei prossimi giorni la Camera dei Deputati dovesse confermarlo e trasformarlo in legge, la stagione venatoria potrebbe svolgersi anche oltre i già lunghi 5 mesi attuali, estendendosi al mese di agosto –con i piccoli uccelli ancora in dipendenza dei genitori e migliaia di persone in vacanza- e al delicato mese di febbraio, quando i migratori affrontano il difficile viaggio verso il nord Europa, dove si riprodurranno.
Il paradosso, signor Presidente, è che la legge Comunitaria dovrebbe servire al nostro Paese per sanare le tante infrazioni europee commesse sulla caccia e la mancata tutela della natura.
L’Europa ci accusa di cacciare troppo, di abusare delle deroghe alla normativa, di proteggere poco i migratori e gli habitat naturali.
L’Italia, al contrario, risponde aumentando le concessioni alla caccia, con grave danno alla natura ma anche ai cittadini, costretti, per via di un articolo del Codice Civile (il n. 842), a tollerare i cacciatori nei propri terreni senza potersi opporre.
Ma l’articolo 38 della legge Comunitaria non è l’unico pericolo in atto.
C’è il Disegno di legge Orsi, ci sono continui blitz in Parlamento, ci sono le proposte della caccia a 16 anni, dell’utilizzo dei piccoli uccelli come richiami vivi o zimbello, della caccia alle oche e ai fringuelli e altro ancora.
In atto, signor Presidente, c’è un vero e proprio tentativo di caccia selvaggia.
La nettissima maggioranza degli italiani non lo vuole! Non vuole caccia, piombo, fucili.
Nell’anno internazionale della Biodiversità, noi desideriamo più rispetto per gli animali, più tutela per la natura, più sicurezza e serenità per le persone.
Le chiediamo, signor Presidente, di impedire tutto questo.
Di impegnarsi in prima persona per cancellare l’articolo 38 della legge Comunitaria e fermare, definitivamente, ogni tentativo di “caccia selvaggia”.

La natura è la nostra vita! Le chiediamo di difenderla.

Akira Zakamoto

E’ nato il 6 giugno (lui? lei? loro? il progetto?), ma non lo sapevo certo quando sono entrata per pranzo al Pret à manger, e sono rimasta flabbergasted dai quadri di Akira Zamamoto. Ho il biglietto per la Tempesta stasera al Carignano, ma cercherò comunque di farci un salto prima, perché lo/la/li voglio vedere dal vivo!

La mostra resterà per un po’ di tempo; vi consiglio caldamente di provare un pranzo al Pret à manger: è buono, sano, cucinato con cura e destrezza, ha grande varietà e costi contenuti, c’è di che accontentare carnivori, vegetariani, vegani, intolleranti al grano e al latte, e tutti gli altri, ovviamente. L’unico problema? Trovare posto. Se avete orari flessibili vi consiglio tra le 12 e le 12.30 o intorno alle 14.00. Altra alternativa, ordinare e andarlo a mangiare sul posto di lavoro (se vicino). La nostra sala insegnanti si sta trasformando in una succursale della gastronomia/torteria/ristorante.