Didactic streak

Oggi mi sentivo molto didattica: 5 ore a scuola, poi di corsa al convegno dove ho assistito a un’interessantissima tavola rotonda sulla traduzione teatrale, quindi pigiatissima sul bus numero 13, con davanti stretta stretta la tracollina e i giornali e sulle spalle la mia cartella di scuola, qui nella figura. Dopo un po’ sento armeggiare con le fibbie (con le quali io lotto sempre un quarto d’ora prima di riuscire ad aprirle), mi giro e guardo storto il signore dietro di me (in abiti dimessi direbbero a Chi l’ha visto?). Lui fa lo gnorri, ma dopo un po’ sento di nuovo armeggiare, allora, dandogli rigorosamente del Lei, come ai miei allievi, gli dico: “E’ inutile che tenti di aprirla, non ho niente lì dietro.” A parte i compiti della quinta che però non gli interessavano evidentemente, perché toccando scopro che, molto più abile di me, l’ha aperta con relativa facilità. Allora gli dico: “Be’ visto che l’ha aperta, adesso per favore la richiude.” (Ma il tono era perentorio nonostante il per favore). E il ladro l’ha richiusa! prima di allontanarsi – con le tasche comunque belle piene – per il resto indisturbato.

Oggi mi sento davvero nel mio miglior didactic mood!

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Translating America ovvero Desigual

Questa sera a Torino si inaugura il convegno dell’AISNA: Translating America.

Prima di ogni convegno, la mia maestra (Barbara Lanati, che a questo non parteciperà) mi chiedeva sempre: Che cosa ti metti?

Non è ancora chiarissimo cosa dirò, ma di sicuro mi metterò questo: Desigual, collezione autunno-inverno 2009, a Torino in esclusiva da Bertolini & Borse.

MITO: The Planets

mito

mito

Sono reduce dal concerto dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio a Torino per Settembre Musica, o meglio MITO come si chiama da un paio d’anni; in programma la suite sinfonica di Gustav Holst, The Planets con l’energica direzione di Gianandrea Noseda (maestro del coro, qui di sole voci femminili, Roberto Gabbiani).

Sullo sfondo correvano le immagini del video di José Francisco Salgado, Gustav Holst’s The Planets. Mi è piaciuto moltissimo, ed ora lo sto riascoltando nell’esecuzione della Boston Symphony Orchestra con la direzione di William Steinberg, Deutsche Grammophon (il cd costa meno di 4 marrons glacés!).

Per il mio amore delle contaminazioni, trovo bellissimo che si celebri l’Anno Internazionale dell’Astronomia 2009 (e anche qui) con un’opera ispirata dall’astrologia esoterica.

Tra il pubblico ho visto amici, compagne di coro, colleghe di astronomia… ma vicino a me avevo la mia critica musicale preferita, mia figlia. E mentre l’ascoltavo commentare lo strumento a fiato calante in Uranus, The Magician, oppure la diversa esecuzione delle voci gravi nel bis, ripensavo a quando 14 anni fa l’accompagnavo alla Suzuki e insieme cantavamo e mimavamo Bella Stella o Volpe, volpe. Nelle parole degli eterni Abba: Thank you for the music!

piove

Piove piove piove da ieri e dicono che continuera’. Da ieri salutiamo anche la zia Nella, che ha raggiunto la sua famiglia dall’altra parte del velo. Sono sicura che ora gode di maggiore compagnia di quanto ne abbia avuta da che la conosco.

Con lei ho provato l’emozione di essere amata semplicemente perche’ esisto, o forse non esattamente cosi’, ma semplicemente perche’ esisto in quanto madre della sua amata nipote. Durante la sua breve agonia, ha raccontato all’infermiera Caterina di avere una nipote eccezionale, cosi’ tanto che l’avevano messa sul giornale con la foto. Le ha promesso che gliel’avrebbe mostrata appena si fosse sentita meglio, e quando se n’e’ andata, la nonna ha dovuto spiegare che non si trattava del vaneggiamento di una morente.

Questa figlia mi fa guadagnare un sacco di crediti!

E alla luce di quanto sopra, pioggia e addii, anche se temporanei, ho deciso che era la giornata giusta per mangiarmi i primi marrons glaces (rigorosamente artigianali) di stagione. 4 x € 5.20

I’m back!

English Rose

English Rose

N10

N10

Ecco cosa mi sono portata dall’Inghilterra: la tosse e rose bellissime negli occhi (che quasi mi facevano perdonare il fatto che sia i nativi, sia i tedeschi, gli austriaci, gli svizzeri, i belgi, gli olandesi e gli ungheresi presenti si ostinassero a chiamarmi Rosella). E un meraviglioso netbook della Samsung, sleekissimo, nero lucente, poco più grande di una pochette da serata all’opera, 9 ore di batteria! e velocissimo su internet.

Sono state belle vacanze, varie, intense: un po’ di corsi, un po’ di famiglia, un po’ di amici, un po’ di servizio, un po’ di allievi (che sono stati insigniti dalla scuola inglese dell’onorificenza quale gruppo di italiani meno rumoroso e più puntuale nella storia della KSE). E adesso si torna.

Riunione per materia, consigli di classe e lunedì loro: i ragazzi. Ho una sola classe nuova, solo cinque classi e solo due corsi, che di questi tempi gelminiani è una manna. Sono quasi pronta, ho comprato l’agenda del professore, ho ritirato il registro, ho chiesto a mia nipote che cosa avrebbe indossato il suo primo giorno di liceo per trovare ispirazione, sono andata a rinfrescare il taglio di capelli, sì insomma, sono pronta a entrare in classe…