è cominciata….

E’ cominciata la maratona dell’esame di stato, dell’esame d’estate…

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post-b-day

Sono stati otto giorni molto intensi.

Prima è venuto il mio compleanno ed è stato bellissimo, regali bellissimi, auguri bellissimi e tantissimi. Le celebrazioni sono cominciate la sera della vigilia al ristorante messicano di corso Casale, proseguite all’alba nella mia stanza ricolma di regali filiali made in UK, quindi una breve puntata a scuola (grazie elezioni, anche se il risultato non è esattamente quel che speravo), quindi alla Fondazione Merz per festeggiare un compleanno di Fuoco insieme a 45 bramini e a due amiche che compivano gli anni con me. Indi 1200 km in 36 ore, per scendere in Comunità e festeggiare la luna piena dei Gemelli.

Poi gli ultimissimi brandelli di scuola. E’ stata una gioia vedere il tripudio di studenti festanti in piazza Castello giovedì scorso. Peccato sulle spalle il peso degli scrutini a venire. Tutti gli anni è così. Ti siedi lì e devi valutare; insomma è tutto l’anno che valuti, ma quello è un momento definitivo, e se il più delle volte qualcuno se la cava con qualche debito da pagare entro luglio (nella mia scuola, più avanti in altre), c’è però qualcuno per cui il tuo giudizio può far pesare la bilancia su un anno di scuola in più. In genere non mi accade, in genere chi ha il debito della mia materia ormai ha la bilancia tutta dalla parte del non promosso, ma questo non allevia la mia sofferenza. Ci sono rari casi in cui una bocciatura può fare bene, molte volte no, e purtroppo anche la promozione non fa alcun bene in molti casi. L’ingiustizia poi è all’ordine del giorno, e sempre, rigorosamente sempre, con le migliori intenzioni e con il massimo della scrupolosità di cui siamo capaci. Che in genere è abbastanza. Un patimento. Che si protrarrà almeno sino alla fine degli esami di maturità. Che quest’anno ce li ho anche in casa!

Ieri poi se ne sono andati i genitori di tre amici/conoscenti, che fa quattro in una settimana. Tre sui 70+, ma uno coetaneo, che lascia 4 figli in età di scuola. Che dire? Non ho parole. Mi rimetto a tradurre, almeno lì uso quelle altrui.