L’incontro con Piero Angela, anzi Angela e Piero

Tourbillon Tourbillon

Ieri, dopo lo zampettamento al Pas de chat, avevo ancora bisogno di camminare per curarmi un umore un po’ malmostoso, insomma in giornata mi sono fatta una decina di km per le strade di Torino, un po’ a casaccio e un po’ no. Un po’ da sola, un po’ al telefono (finché la batteria ha tenuto), un po’ a ciacolare con l’amica di sempre. La meta che guidava l’umore era quella che gli anglofoni hanno splendidamentente definito retail therapy, il cui succo assai meno scientifico è: mo’ mi compro qualcosa.

Mentre sgambettavo alla volta di Tourbillon in piazza Carlina, uno dei fornitori della mia stilosissima sorella, girando di qua e di là, a seconda della via che offriva più marciapiede al sole (the sunny side of the street uhh uhhh!), ho visto apparire Angela B., mia amatissima collega quando insegnavo ad Avigliana e ora assessore alla cultura da 7 anni credo.

Angela è una di quelle persone grazie alle quali il mondo è migliore. Generazioni di ragionieri si sono imbevuti della cultura e dell’umanità che questa donna trasuda da ogni poro del suo giunonico corpo, e con lei la stagione culturale di un piccolo borgo – che 1000 anni fa era uno dei centri europei più importanti – può fare invidia a grandi città. Ci sono persone con cui può capitare di non vedersi e non sentirsi per anni e anni, come nel nostro caso, e nel momento in cui ci si rivede, lo spazio e il tempo vengono annullati. E non c’è bisogno di dirsi molto, perché si sente che in qualche modo, attraverso un’invisibile filo d’oro, il collegamento non è mai stato interrotto. L’ultima volta in cui ci eravamo incontrate era stato 6 anni fa, quando un comune collega, Piero, (qui nella foto), mi aveva avvisato che a scuola (la mia ex-scuola) si festeggiava il pensionamento di Angela. Due parole, poi lei aveva un appuntamento in Provincia, e io la mia retail therapy da portare avanti.

Al Galilei di Avigliana con Piero

Al Galilei di Avigliana con Piero

Il Tourbillon mi piace un sacco perché è un negozio minuscolo, ma serve clienti dai 17 ai 70 anni e oltre, c’è qualcosa per tutti… e ha cose di stilisti di tutta Europa (alla fine sono uscita col vestito di cui sopra, di Blank of London, una t-shirt manica lunga con collo a ciambella di La Fée Maraboutée e un minicardigan di un designer finlandese, tutto sui toni dell’avio, saldi, neh!). 

E poi con pacchi e pacchettini, zaino pieno di libri, borsa della danza/ginnastica e tracollina, mi sono affrettata verso il corso di tedesco. Arrivata un po’ in ritardo, e trafelata, sulla soglia di Palazzo Nuovo, chi ho incontrato? Yes, Piero! che non vedevo dal giorno del pensionamento di Angela. Lo so che it’s a small world after all, che viviamo tutti e 3 a Torino e provincia ecc. ecc., ma quante variabili temporali devono coincidere perché questi incontri avvengano (o non avvengano come nei 6 anni intercorsi dall’ultima volta che ci eravamo visti)? Se avessi svoltato all’angolo prima, se avessi provato un abito in più o in meno, se il semaforo fosse stato rosso, o verde…

La vita è un romanzo.

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