Post Obama Day

Che giornata ieri! Ho visto la cerimonia dell’INAUGURATION (riflettendo sul fatto che la nostra lingua tradisce la passione dei nostri politici per le poltrone chiamandolo insediamento alla Casa Bianca) sulla CNN a casa di amici, insieme a un piccolo pubblico multinazionale. Ci accomuna la passione per l’americanistica, il fatto che, ventenni, abbiamo scelto di studiare questa cultura perché, come per la generazione che ci aveva preceduto, ci sembrava serbare una promessa.

Obama studia il discorso

Obama studia il discorso

Nei trent’anni tra il giorno in cui mi sono laureata in Americano e il 5 novembre del 2008 (quando, entrando in un ristorantino sulle montagne del Bhutan, 5 americani sessantenni mi hanno dato una delle più belle notizie della mia vita), mi sono chiesta diverse volte se l’oggetto del mio entusiasmo adolescenziale non fosse stato una pia illusione. Ieri ho capito che non era illusione. Certo questo Presidente ha ancora tutto da dimostrare, ma al di là di ciò che ha fatto e farà, lui è il Sogno e il Cambiamento.

Gita a Vienna

Gita a Vienna

Non vorrei che i miei lettori scordassero che fino a pochissimo tempo fa la mia rivista di culto era ELLE (momentaneamente?) superata da INTERNAZIONALE… Devo dire che mi sono anche gustata le mise delle signore, il fiocco di Aretha Franklin, i colori di Michelle (quei guanti verdi, splendido accostamento, secondo me sta a fianco di Jackie Kennedy per stile).

E ho riflettuto su quella che fino a pochissimo tempo fa era la mia mise preferita (qui accanto: anno, credo, 2005). Se quando leggevo Elle ero così Internazionale, non sarà forse il caso che ora per chiasmo mi vesta un po’ più da Elle?

Tra gli amici ieri c’era anche la vincitrice dell’ultimo concorso da ricercatore di Americano che io ho perso. Dopo questo post qualcuno si stupisce ancora che il postO l’abbiano dato a lei e non a me??? Io no di certo!!!

I had a dream, & now its come true

I had a dream, & now it's come true

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