arrivederci al 17/XI

Cari amici parto, 15 giorni sull’Himalaya senza internet né roaming per il cellulare. Vi penserò dal tetto del mondo. Un abbraccio e a presto…

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sto così

Sto così. Sono giorni intensi a scuola: lezioni regolari al mattino, consigli di classe al pomeriggio, e prima e dopo collettivi, presidi, organizzazione marcia… domani camminerò in corteo con i miei studenti e alcuni genitori (tutti quelli che ci credono e non sono già impegnati nell’ala del corteo con la scuola elementare dei figli più piccoli, o con la scuola in cui insegnano). Gli studenti hanno organizzato una bellissima assemblea lunedì sera, invitando insegnanti e genitori. Sono stati bravissimi. Se fossi Mafalda riuscirei a raccontarlo, ma non ne sono capace, troppo stanca, troppo con la testa nella valigia che devo preparare per India e Bhutan. Parto sabato: è dietro l’angolo, ansia strisciante… in Bhutan non c’è neppure il roaming….

Sukkot

Un messaggio dal mio cabalista preferito, Yehuda Berg:

This is a very special week because it contains the holiday of Sukkot, which is a cosmic outpost for tapping into, among other things, the energy of happiness. Now we have the opportunity to increase our capacity [kabbalists call it vessel] for joy and … good vibes, if you will.
To tap this energy, and to really see miracles unfold around you in the coming months, I challenge you to practice random acts of kindness all week long. If you really want to go the extra mile, do them anonymously.
Bringing joy to others now will ensure that you reach a place where there is only goodness, happiness and all the things you desire.

Per favore, signor Presidente, non firmi il Decreto Gelmini

Ho scritto al nostro Presidente della Repubblica.

L’ho pregato di non firmare il Decreto Gelmini.

Lo stiamo facendo in tanti e potete farlo anche voi, qui. Io gli ho scritto un messaggio “personale”, ma qui c’è un testo standard che si può copiaincollare:

Esimio Presidente della Repubblica,
come docente/genitore e soprattutto cittadino italiano le chiedo di fermare la depauperazione della scuola pubblica ad opera del Decreto  Legge 137.
In fede
Firma

Hard Times

Il tempo è fine anni ’80, il luogo è l’università del Massachusetts, e più precisamente il dipartimento di Letterature Comparate ad Amherst. I protagonisti: 3 amici diversissimi, un’italiana, una tedesca e un islandese. Per scriverne non basterebbe un centopagine, ci vorrebbe una piccola saga. Basti dire che …

Passano gli anni, i capelli dell’italiana e della tedesca si brizzolano, quelli dell’islandese recedono. Intanto arrivano i figli, 5 variamente distribuiti, tutti assolutamente biondi, che poi crescono, eccetera, eccetera. Nel frattempo gli amici sono tornati ai rispettivi paesi, ma tra email, skype e facebook è come se condividessero ancora lo stesso carrel nella biblioteca di UMASS.

E oggi quel carrel è un po’ … be’ la musica che ne esce è decisamente blues. Da ieri in Islanda (e dell’Islanda) si parla di bancarotta per la nazione intera. In Germania la situazione non è così tragica, ma l’amica tedesca sta divorziando, tra meno di un mese comincerà una nuova vita, un po’ più in là, e non è rosea – per ora – la prospettiva.

E l’amica italiana? Si descrive con questa foto. La tromba d’aria è lì. Ma è lì anche l’arcobaleno.