Venerdì 13: una giornata perfetta
Ieri ero abbozzolata in casa con le ossa rotte e zero voce, ma oggi c’erano 3 scrutini quindi sono andata a scuola. Prima sorpresa: nella classe in cui avrei dovuto fare lezione c’era già la psicologa all’opera, allora sono stata dirottata su una classe a cui mancava l’insegnante della prima ora. In genere le supplenze-babysitting sono pesanti, ma è incredibile quanto efficace sia sussurrare ai ragazzi invece di parlare loro…
Seconda ora: il proiettore del laboratorio linguistico del 4° piano è di nuovo funzionante! Siamo andati a lavorare sul Seven Pounds (Sette anime) di Muccino e ho risparmiato molta voce. Terza ora: laboratorio linguistico del 1 piano, quello supernuovo dove sono riuscita a parlare per quasi un’ora bisbigliando nelle cuffie degli allievi.
Il venerdì è il mio giorno corto, l’unico in cui potevo andare a pagare la multa di 148,65 euro dovuta al fatto che cinque anni fa il concessionario a cui ho lasciato l’auto vecchia da rottamare l’ha fatto con un giorno di ritardo (PERCHE’???????) Questo è più un tema da venerdì 13 che da giornata perfetta, ma sulla via del ritorno verso scuola mi sono fermata a far pranzo da Eataly che è sempre una bella esperienza, lì ho comprato anche una bottiglia d’olio extravergine d’oliva monocultivar che, per la serie venerdì 13, ho rotto appena entrata in aula insegnanti! Sono corsa a scusarmi dalle bidelle (leccandomi le dita — era squisito!) che l’hanno prontamente fatto scomparire con la segatura (mmh sarebbe utile tenerne una riserva anche in casa…).
Quindi è stata la volta degli scrutini, che mi sono parsi leggerissimi in virtù del fatto che la collega di lettere mi ha fatto leggere il testo descrittivo di una nostra comune allieva. Non resisto, l’ho fotografato col fedele iPhone ed eccolo qui:
Grazie SHANTI!!!!
Tornando in tram tutta ringalluzzita, vedo uno scambio tra due giovani, un arabo e un italiano. Il ragazzo arabo mostra all’italiano un biglietto da visita per chiedergli indicazioni sull’indirizzo. Il ragazzo italiano non sa dove si trovi quella via… io, che non riesco a fare a meno di impicciarmi degli affari altrui, non interpellata tiro fuori il sempre prezioso iPhone, scopro che la via è accanto a casa mia, mostro il tutto ai due giovani e, al momento di scendere, indico al ragazzo arabo che siamo alla fermata giusta.
Scendiamo insieme e lui mi dice: “Lei è stata molto gentile, posso darle una cosa?” Accetto ovviamente, e il giovane tira fuori dalla tasca una pezzuola blu in cui è avvolto una specie di sassolino. Lo svolge con estrema delicatezza e me lo porge: è un’ambra profumata. Me lo mette in mano dicendo: “E’ il profumo del Profeta”, e se ne va via. E io resto a guardare il sassolino profumatissimo e a pensare alla generosità di quel dono da uno sconosciuto a una sconosciuta e mi vengono le lacrime agli occhi.


iPhone rules!
io invece oggi ho perso il caricabatterie e l’auricolare, spero di averli lasciati in ufficio
13 gennaio 2012 alle 9:16 pm