
Uao! Niente! Proprio quello che ho sempre desiderato!
Domani è il compleanno del Dalai Lama, del mio maestro Cesare Boni, e della mia amica Frida Jonsdottir: 3 persone piuttosto eccezionali, believe me!

Uao! Niente! Proprio quello che ho sempre desiderato!
Domani è il compleanno del Dalai Lama, del mio maestro Cesare Boni, e della mia amica Frida Jonsdottir: 3 persone piuttosto eccezionali, believe me!
Pubblicato in amicizia

E’ cominciata la maratona dell’esame di stato, dell’esame d’estate…
Pubblicato in scuola
Sono stati otto giorni molto intensi.
Prima è venuto il mio compleanno ed è stato bellissimo, regali bellissimi, auguri bellissimi e tantissimi. Le celebrazioni sono cominciate la sera della vigilia al ristorante messicano di corso Casale, proseguite all’alba nella mia stanza ricolma di regali filiali made in UK, quindi una breve puntata a scuola (grazie elezioni, anche se il risultato non è esattamente quel che speravo), quindi alla Fondazione Merz per festeggiare un compleanno di Fuoco insieme a 45 bramini e a due amiche che compivano gli anni con me. Indi 1200 km in 36 ore, per scendere in Comunità e festeggiare la luna piena dei Gemelli.
Poi gli ultimissimi brandelli di scuola. E’ stata una gioia vedere il tripudio di studenti festanti in piazza Castello giovedì scorso. Peccato sulle spalle il peso degli scrutini a venire. Tutti gli anni è così. Ti siedi lì e devi valutare; insomma è tutto l’anno che valuti, ma quello è un momento definitivo, e se il più delle volte qualcuno se la cava con qualche debito da pagare entro luglio (nella mia scuola, più avanti in altre), c’è però qualcuno per cui il tuo giudizio può far pesare la bilancia su un anno di scuola in più. In genere non mi accade, in genere chi ha il debito della mia materia ormai ha la bilancia tutta dalla parte del non promosso, ma questo non allevia la mia sofferenza. Ci sono rari casi in cui una bocciatura può fare bene, molte volte no, e purtroppo anche la promozione non fa alcun bene in molti casi. L’ingiustizia poi è all’ordine del giorno, e sempre, rigorosamente sempre, con le migliori intenzioni e con il massimo della scrupolosità di cui siamo capaci. Che in genere è abbastanza. Un patimento. Che si protrarrà almeno sino alla fine degli esami di maturità. Che quest’anno ce li ho anche in casa!
Ieri poi se ne sono andati i genitori di tre amici/conoscenti, che fa quattro in una settimana. Tre sui 70+, ma uno coetaneo, che lascia 4 figli in età di scuola. Che dire? Non ho parole. Mi rimetto a tradurre, almeno lì uso quelle altrui.
Pubblicato in dire per dire, scuola
Due giugno, viva la Repubblica che mi dà un giorno a casa per tradurre… Ma lavorare stanca, diceva un mio conterraneo, così girando un po’ su Internet (che è il massimo della passeggiata che mi faccio in questi giorni di vacanza/lavoro) ho trovato queste (e molte altre) vignette sul blog di un traduttore-ingegnere spagnolo:


Pubblicato in donne, traduzione

Due figlie dei fiori d’antan allo Spazio 107 per A est di niente. Quella a destra di chi guarda è l’ufficio stampa; a sinistra una fan. La mostra val bene un giro in via Sansovino 234 al nascente Centro della Creatività. Spazio espositivo + luminosissimi loft (metrature variabilissime) in vendita per artisti che vogliano creare, ma eventualmente anche abitare. Molto bello il catalogo. Imperdibili i quadri che prendono di mira Borat!
Foto courtesy of FM
Pubblicato in amicizia, consigli per gli acquisti, foto
Un omaggio ai miei studenti che hanno già fatto uno spettacolo stamattina (per qualcuno è già il terzo della stagione) e stasera si esibiscono nuovamente:





Mi spiace di avere solo queste inquadrature che ho preso dal sito di ScuolaSuper, magari i ragazzi metteranno qualche foto su Facebook. Sono bravi, bravi, BRAVI! E auguro loro tanta… emme… per stasera!
Finisci ciò che cominci, a detta dei miei cabalisti preferiti (ai quali devo anche le immagini di questo post), è il trentunesimo dei settantadue nomi di Dio – nelle lettere ebraiche Lamed, Kaf, Bet – ed è anche il messaggio del mese di Gemini nel quale siamo appena entrati.
Gemini è il mio mese, e senz’altro DEVO IMPARARE a finire ciò che comincio. Come Yehuda Berg sono Gemelli: benedetta da una scoppiettante attività mentale e da una notevole dose di energia che mi riconosco, sono costantemente attratta da nuove idee e nuove imprese. In inglese, per dire che si tralascia temporaneamente qualcosa, senza però completarlo o abbandonarlo del tutto, si usa l’espressione to put on the back burner, si mette qualcosa sul fuoco posteriore del fornello. La mia cucina virtuale ha una ventina di fornelli: uno davanti e 19 dietro, ed è un continuo rimestare di pentolini, una specie di giocoleria orizzontale, condita in questa fase dell’anno solare, scolastico e accademico, da una certa frenesia mescolata ad ansia.
Sto lentamente (slowly but surely) imparando ad affrontare la miriade di impegni che mi assumo un passettino alla volta: oggi per esempio ho consegnato il materiale per la denuncia delle tasse; prima di stasera scriverò la bozza delle attività aggiuntive espletate nel corso dell’anno scolastico; e non mi dispiacerebbe riuscire anche a scrivere una mail al mio supervisore in Comunità sul punto della situazione (the state of the art).
Pentolini a cui non riuscirò a dedicarmi oggi: le tesi, il volume sulla Focalizzazione di gruppo. Perché il mio cabalista californiano si è assicurato che mi rendessi ben conto di quale fosse la priorità delle cose cominciate che devo concludere, che devo cominciare a concludere! E ha inserito nella sua newsletter mensile (che raccomando a quanti leggono l’inglese) questa foto del frutto proibito, proprio quello che sta per piantare Eva nella mia traduzione! Arrivo, Eva, aspettami!
Pubblicato in dire per essere
E’ lunedì mattina e io sono a casa. Un effetto collaterale della fiera del libro probabilmente: venerdì 15, nel momento preciso in cui ho smesso di parlare alla tavola rotonda su L’etica del traduttore, mi sono resa conto di aver mal di gola. Il mattino dopo mi sono svegliata afona, ma il pensiero di avere l’onore di presentare quello stesso pomeriggio insieme a Susanna Basso Pareti di cristallo, il libro della nostra maestra Barbara Lanati, mi ha indotto ad andare a scuola a bisbigliare interrogazioni e spiegazioni per 5 ore. Sono arrivata in fiera già con le ossa rotte e 3 bustine di OKI in corpo. L’incontro è stato divertente, una relatrice l’ha definito quasi cabarettistico, e io mi sono sentita come un pesce nell’acqua in mezzo a generazioni di studenti. Però il mio corpo fisico è abbacchiato! Credo che sarebbe felice di restare sotto le coperte per una settimana buona, ma ci sono le interrogazioni programmate che spingono e domani sera c’è un concertone del Coro G al Lingotto, e in quel coro canta e suona un’allieva della mia scuola e quell’allieva è mia figlia e non voglio proprio mancare!!! Insomma dov’è finito quel Signore che girava scalzo per la Galilea risanando con uno sguardo e una parola gentile? Passerà anche da Torino? Magari adesso calza le MBT
Pubblicato in amicizia, dire per dire, scuola, traduzione

Quella sopra è una pagina dell’Espresso di questa settimana che ho in ben duplice copia (quella a cui era allegato il dvd della Tempesta di Shakespeare e quella del libretto bilingue di Poe), ed è l’unica pagina che ho veramente letto!
Dovete sapere che io sono cresciuta (in tutte le direzioni) alla fine degli anni Sessanta, quando si usavano le varie Twiggy e The Shrimp, bellissime ragazze dai grandi occhi, modellate sull’asse da stiro, quelle a cui si appendevano addosso i vestiti e da cui hanno avuto origine le modelle anoressiche che ancora calcano le passerelle.
A occhi me la cavavo, ma dell’asse da stiro non avevo proprio nulla: quando di là mi ero costruita il corpo, avevo preso ispirazione dalla moda del momento – il famoso 90-60-90, e mentre c’ero avevo aggiunto qualche centimetro qua e tolto qualcosa là, per essere originale…
Per farla breve, ho dovuto superare i 30 anni per capire che il terribile insulto che per anni mi aveva inseguita sulla spiaggia (Tettona!), non era davvero considerato tale. Mi ci è voluto ancora qualche anno di età e di psicoterapia per portare con disinvoltura – intorno ai 40, (e ora una certa fierezza) – la mia quinta tutta naturale (grazie, Pamela Anderson!) Ma proprio non immaginavo che nei dintorni dei 50 avrei visto piacevolmente sottolineata dalla moda la cospicua differenza fra la vita e il fianco opimo.
Mi chiedo a quale straordinaria rivalutazione posso andare ancora incontro, magari verso i 60!
Pubblicato in dire per dire, donne
Cari amici,
sparisco per 4 giorni. Nel frattempo vi auguro uno specialissimo plenilunio del Toro.
Ci rileggiamo nella settimana della Fiera…
Pubblicato in amicizia