Posted by: rbernascone | 5 Agosto 2008

di passaggio

In questo percorso estivo al largo dal web (riposo! riposo! è un ordine!) passo un giorno da Torino: per un centinaio di lavatrici, rifocillare la valigia e ripartire: 10 giorni qui a “lavorare” sulla voce e una settimana alla Comunità di Etica Vivente, per un po’ di servizio…

Posted by: rbernascone | 3 Luglio 2008

se ci sei, batti un colpo…

Ci sono, ci sono, ma torno dagli esami fisicamente distrutta e intellettualmente piatta. Appena mi viene in mente qualcosa da scrivere, giuro, lo scrivo.

Un abbraccio a tutti gli amici lettori che passano di qui….

Posted by: rbernascone | 22 Giugno 2008

Esame di stato

Ho passato almeno 3 ore, ma probabilmente assai di più, a preparare la terza prova per domani. Un quesito (generico) a risposta breve (un’ottantina di parole circa) e 16 quesiti a risposta multipla, basati sulla comprensione di un testo a carattere scientifico. Oltre a questi, gli allievi dovranno rispondere in 10 -12 righe (whatever that means, vista la grafia che varia da persona a persona) ad altri 9 quesiti in altre 3 materie. Avranno 3 ore a disposizione, che per diversi miei colleghi sono tante. A me paiono tante se consideri il fatto che non puoi alzarti dal banco né andare in bagno in quelle tre ore, tranne a causa di forza maggiore, in quel caso vieni accompagnato - durante le altre 2 prove, alle studentesse di una delle mie due commissioni è stato chiesto di aprire l’assorbente davanti all’insegnante, femmina -, ma mi sembrano poche se devi giostrartela fra 4 materie che non sai neanche esattamente quali siano fino al momento in cui ti viene consegnata la prova.

In alcune commissioni in giro per il paese, probabilmente la stragrande maggioranza, i ragazzi hanno un’idea abbastanza precisa delle materie che incontreranno domani, ma nella commissione di cui sopra, con una punta di sfiducia nei confronti degli insegnanti interni - che avrebbero potuto allertare gli allievi - le materie non sono ancora state decise. Lo saranno solo domattina, quando i ragazzi non avranno più il tempo di ripassare la disciplina specifica. E per evitare che qualcuno possa suggerire, sono stati convocati a fare assistenza i docenti di educazione fisica… lascio immaginare la gratificazione per la fiducia loro accordata in quanto ignorantoni!!!

Mi si piega la bocca in un sorriso amaro, poiché, con l’esclusione di pochissimi commissari sull’orlo della pensione, che hanno sostenuto un esame di stato veramente impegnativo, tutti gli altri hanno fatto la mia maturità, quella in cui portavi due scritti (italiano più la tua materia caratterizzante), e due materie orali su quattro, una delle quali la sceglievi tu e la seconda che veniva scelta dalla commissione, in genere pilotata da un buon membro interno. Qualcuno se la vedeva “cambiare” il giorno prima e in molti casi era un disastro, perché le altre 2 materie spesso non venivano preparate adeguatamente. Per le quinte, la scuola finiva il 30 maggio e avevano un mese di tempo per prepararsi, prima delle prove scritte.

Ora pretendiamo dai nostri allievi quello che nessuno ha preteso da noi. Certo, ripetiamo che fino a pochi anni fa la qualità dello studio e degli studenti era più alta ecc. ecc. Ma, dato che se ne lamentava già Quintiliano, i casi sono due: o siamo precipitati verso un’ignoranza abissale (qualcuno sostiene questa tesi), o gli insegnanti da sempre rimpiangono la bella istruzione passata. Quanto alle prove ministeriali, non farò del facile umorismo, mi chiedo soltanto perché gli allievi che scelgono l’articolo o il saggio breve vengono valutati sulla base di parametri di qualità che non sono soddisfatti dal Corriere della Sera né dalla casa editrice Einaudi, per non parlare di testate editoriali meno prestigiose.

Sto patendo questi esami, inutile negarlo, e il ricorso a un po’ di creatività mista al sorriso non riesce a riscattarmi da questo stato d’animo.

Da qualche anno, per il colloquio preparo una lista di 50 domande su tutto il programma, domande a cui i ragazzi sono abituati a rispondere, perché sono le domande che vengono poste loro durante le interrogazioni. L’anno scorso, prima della domanda, ogni ragazzo pescava un angioletto che poi si portava a casa. La carta era tipo questa

e da quel momento era sua. Tutta la commissione ne volle una a fine esami, e la presidente ce l’ha ancora oggi nel portapenne! Quest’anno, però, c’è Mohamed che non apprezza i segni esteriori di altre religioni, e anche se l’Islam ha la sua schiera di angeli, ho preferito rivolgermi ai frattali, che - detto fra noi - secondo me assomigliano a Dio (cosunque Esso/a sia) più di qualsiasi rappresentazione artistica immaginata dall’uomo (e dalla donna). Così mi sono procurata qui i Mentor Spirits

Ho associato 50 carte-qualità alle 50 domande e, presentandone ai ragazzi il dorso con il frattale di Mandelbrot (almeno credo che sia lui), farò loro scegliere il mentore che li accompagnerà nell’interrogazione e, hopefully, molto più in là.

Ogni tanto incontro qualche ex-allievo che mi mostra una carta sgualcita nel portafoglio, cerco di variarle ogni anno e se ne coltivassi la memoria potrei risalire all’annata del buon vino che mi trovo davanti proprio da quell’etichetta. Ma non conservo memoria, a volte neppure dei nomi. Gli ex-studenti sono frattali del mio cuore, colori ed emozioni, debiti che ho contratto con la vita, e mi chiedo se mai li sanerò.

 

Posted by: rbernascone | 18 Giugno 2008

Errata corrige

Duro colpo alla mia personalità: ho passato buona parte delle 8 ore trascorse oggi tra i banchi a cercare di risolvere un paio di problemi, solo per scoprire, al momento di tornare a casa, che i problemi li avevo creati io!!!!!

Come si chiamava già il pupazzo di quel ventriloquo tv anni ‘70 che diceva “portami a nanna”? Mo’ mi porto a nanna, così il giorno finisce prima…

Posted by: rbernascone | 17 Giugno 2008

it’s a small world after all

Ieri alla riunione plenaria per gli esami di stato, quelli che io mi ostino a chiamare la maturità, ho scoperto di essere in commissione (in una delle mie due commissioni, perché devo accontentare entrambi i miei gemelli zodiacali e lavorare “per uno” non mi ha mai divertito…) con un’amica del primo mitico anno di ruolo.

Correva l’anno scolastico 1985-86. Un paio di anni prima si erano riaperti i concorsi e - mio malgrado, occorre affermarlo - mi ero trovata iscritta e poi inconsapevole vincitrice (su 1500 iscritti ebbe il posto più o meno il 5.5% dei candidati) - di una cattedra assegnata d’ufficio; allora piansi qualche lacrima al pensiero della fine della mia “libertà”, e fu la promessa del mi’ babbo di “mandarmici a calci nel sedere” che mi fece salire più felice sul treno che tutti i giorni mi avrebbe portato in Alta Val di Susa.

Su quel treno viaggiavamo in tanti, novelli prof di svariate materie, e anche qualche preside che condivideva lo scompartimento, la fatica e probabilmente anche l’emozione. Avevo 29 anni e mi sentivo incredibilmente vecchia per essere solo allora approdata al posto fisso (ah beata gioventù! ah humanity!). In più di uno scompartimento è sbocciata un’amicizia di viaggio e anche qualche amore. Se non ricordo male quell’anno lei conobbe sul treno il suo futuro marito. Io il mio dovetti andarmelo a cercare ad un concorso a Genova, ma come Dio volle prima della fine di quell’anno scolastico mi ritrovai prof ordinario e moglie, temo, tutt’altro che straordinaria, a giudicare da come si concluse quella parte della vicenda una decina di anni dopo…

Al momento in cui la foto di cui sopra venne scattata però non lo sapevo ancora. Era il 30 maggio, gli scrutini alle porte, quel pomeriggio di venerdì piovve anche un poco (sposa bagnata sposa fortunata… né di Venere né di Marte ci si sposa o si parte?!?), ma io ero MOLTO felice, decisa a divertirmi assai in quel momento e nel tempo a venire. In capo a due mesi sarei partita per un Master’s negli USA, abbandonando il trenino della montagna e anche le nuove amicizie che peraltro avevano già chiesto il trasferimento in posti meno scomodi. A detta di chi rimase, pare che l’allegra atmosfera di quell’anno non si sia mai più ripetuta…

Passano gli anni e 22 sono certo lunghi, eppure ci siamo riconosciute alla plenaria, lei la testa leonina in alto, la settima partendo da destra, io l’abito rosso in basso, la settima partendo da sinistra: adoro la simmetria della vita!

Posted by: rbernascone | 15 Giugno 2008

è un inizio

Ecco cosa mi sono regalata per il mio compleanno, la Mustek DV520C, qualità youtube, non una cosa da farne il mio primo film in digitale per il festival del corto, ma insomma una cosa leggera da portare in borsetta che fa foto a 5 mega, filmetti lunghi anche più di un’ora se la card ha 2 giga, in più è lettore MP3 e registratore, caso mai mi capitasse di trovarmi alla conferenza della mia vita e stessero dicendo qualcosa di così importante e io avessi finito la carta o l’inchiostro…. Il primo video è finito nella cartella About qui sopra, e all’inzio beccheggia per far rima con l’altro blog, quello più professionale dal titolo Ishmael/Ismaele

Posted by: rbernascone | 12 Giugno 2008

Trasloco

Come dice Magrelli, faccio cambiare casa alle parole; forse ci vorrà un po’ prima che abbia qualcosa di significativo da postare qui…

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